La barzelletta della bionda in Ferrari sull’autostrada che fa ridere tutta Italia

Ridere fa bene, questo è noto. Ma perché il nostro cervello trova certe cose divertenti? Gli studiosi parlano di “incongruenza cognitiva”: ridiamo quando qualcosa sovverte le nostre aspettative in modo inoffensivo. È un meccanismo evolutivo potentissimo, tanto che anche alcune scimmie, ratti e persino cani producono vocalizzazioni assimilabili alla risata durante il gioco. Noi umani, però, siamo gli unici a costruire barzellette. E lo facciamo da millenni: gli antichi Romani ridevano di ubriachi, di mogli infedeli e di medici incapaci — temi immortali, a quanto pare. Il “Philogelos”, una raccolta di barzellette greche e romane del IV secolo d.C., è considerato il primo libro di barzellette della storia. Spoiler: alcune fanno ancora ridere.

La barzelletta della bionda sull’autostrada

Sull’autostrada, un autovelox registra una Ferrari che procede a 19 km orari. Un poliziotto raggiunge il veicolo e gli fa cenno di accostare. Bussa al finestrino: al volante c’è una bionda mozzafiato che risponde sorridendo:

“Io rispetto i limiti di velocità indicati sui cartelli stradali. C’è scritto A 19, e quindi io vado a 19 km orari!”

Il poliziotto sorride e replica:

“Ma signorina, A 19 è il numero dell’autostrada! Non è il limite di velocità!”

Poi lancia uno sguardo alla passeggera seduta accanto alla bionda e aggiunge:

“Comunque, penso che farebbe meglio a sbrigarsi… la sua amica non sembra stare tanto bene. È talmente pallida!”

La bionda risponde con aria tranquilla:

“È così da quando abbiamo percorso la A 313!”

Hai capito la battuta finale?

Il colpo di scena finale è tutto nella logica — distorta ma coerente — della protagonista. Se A 19 significa “andare a 19 km orari”, allora A 313 significa andare a 313 km orari. La povera passeggera ha quindi affrontato un bel tratto di autostrada su una Ferrari lanciata a velocità da Formula 1, il che spiega abbondantemente il colorito cadaverico. La barzelletta gioca su un doppio equivoco: la segnaletica stradale da un lato, e la progressione comica che porta lo spettatore a rivalutare tutta la scena a ritroso dall’altro. Un meccanismo classico, ma sempre efficace.

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